Come sopravvivono le api in inverno: il glomere, le scorte di miele e come aiutarle

Quando arrivano le prime gelate e i fiori scompaiono dai giardini, viene spontaneo chiedersi che fine facciano le api. Dove si nascondono? Dormono per mesi oppure continuano a lavorare anche con il freddo?

La sopravvivenza delle api in inverno è uno degli aspetti più affascinanti della vita di questi insetti. Le api mellifere, infatti, non vanno in letargo come molti immaginano: affrontano la stagione fredda grazie a una straordinaria organizzazione collettiva, al calore prodotto dai loro muscoli e alle riserve di miele accumulate nei mesi precedenti.

Scopriamo come funziona il glomere invernale, perché la regina viene protetta al centro dell’alveare, cosa fanno gli apicoltori e quali piccoli gesti possono aiutare le api selvatiche e domestiche a superare l’inverno.

Foto naturalistica di api mellifere raccolte sui favi all'interno dell'alveare.]

Indice dei contenuti

  1. Le api in inverno vanno in letargo?
  2. Il glomere invernale: una strategia contro il freddo
  3. Il miele: il carburante che mantiene viva la colonia
  4. Le api invernali e il destino dei fuchi
  5. Cosa succede nelle giornate miti?
  6. Come gli apicoltori proteggono gli alveari
  7. Come sopravvivono le api selvatiche e solitarie
  8. Come aiutare le api in inverno nel proprio giardino
  9. Conclusione

Le api in inverno vanno in letargo?

A differenza di molti altri insetti, le api mellifere (Apis mellifera) non entrano in un vero letargo. Durante l’inverno la colonia rimane attiva, anche se il suo comportamento cambia profondamente rispetto alla primavera e all’estate.

Quando le temperature esterne diminuiscono, le bottinatrici riducono progressivamente le uscite e si concentrano all’interno dell’alveare. Qui le operaie si raggruppano attorno alla regina, formando una struttura compatta che permette loro di conservare il calore.

Questo comportamento è essenziale perché una singola ape, esposta a temperature troppo basse, può perdere rapidamente la capacità di muoversi e volare. Una colonia numerosa, invece, riesce a creare un microclima favorevole alla sopravvivenza.

Una colonia che cambia ritmo

In autunno la deposizione delle uova generalmente rallenta e, in molte regioni temperate, può interrompersi temporaneamente. La durata di questa pausa dipende dal clima, dalla disponibilità di risorse e dalle caratteristiche della colonia.

Le api in inverno consumano energia soprattutto per mantenersi vive e regolare la temperatura del gruppo. Non devono riscaldare uniformemente tutto l’alveare: ciò che conta è proteggere le api raccolte nel glomere e, quando presente, la covata.

Il glomere invernale: come le api producono calore

Il glomere è una massa compatta di api operaie che si stringono attorno alla regina. È una delle strategie più efficaci sviluppate dalle api mellifere per affrontare il freddo.

La sua forma ricorda una sfera irregolare, distribuita tra i favi. Quando la temperatura esterna scende, il gruppo tende a diventare più compatto, riducendo la dispersione del calore.

Il segreto dei muscoli del volo

Le api riescono a generare calore attraverso contrazioni dei muscoli toracici utilizzati normalmente per volare. Queste contrazioni producono energia termica senza che le ali debbano necessariamente muoversi.

Il processo richiede carburante metabolico, ricavato dagli zuccheri contenuti nel miele. Ecco perché le scorte alimentari sono strettamente collegate alla capacità della colonia di sopravvivere.

Il glomere non mantiene sempre la stessa temperatura. In assenza di covata, la parte centrale può essere relativamente meno calda rispetto ai periodi in cui sono presenti larve da allevare, che richiedono condizioni termiche più elevate.

Le api si alternano tra interno ed esterno

Un altro elemento sorprendente riguarda la distribuzione delle operaie.

Le api situate nella zona periferica formano uno strato più denso e relativamente fresco, che contribuisce a limitare la dispersione del calore. Quelle nelle zone interne possono produrre calore attivamente, secondo le necessità della colonia.

Le operaie non rimangono necessariamente sempre nella stessa posizione: possono spostarsi tra le diverse zone del glomere. Non si tratta però di una rotazione perfettamente regolare o sincronizzata.

Perché la regina rimane al centro?

La regina si trova generalmente nella regione interna e protetta del gruppo, circondata dalle operaie.

La sua sopravvivenza è fondamentale per la continuità della colonia. Con il ritorno delle condizioni favorevoli, potrà riprendere o intensificare la deposizione delle uova, permettendo alla popolazione di crescere nuovamente.

Il glomere rappresenta quindi molto più di un semplice rifugio: è un sistema collettivo di termoregolazione.

Il miele: il carburante indispensabile per le api in inverno

Durante la bella stagione, le operaie raccolgono nettare e lo trasformano in miele, immagazzinandolo nelle celle dei favi.

Queste riserve non servono soltanto ad alimentare le api quando mancano i fiori. In inverno forniscono anche l’energia necessaria per produrre calore.

Perché le scorte devono essere sufficienti

Una colonia può essere numerosa e apparentemente sana, ma andare incontro a gravi difficoltà se non dispone di alimento accessibile.

La quantità necessaria dipende da diversi fattori: durata dell’inverno, clima locale, forza della famiglia, tipo di arnia e andamento della stagione.

Non esiste quindi una quantità di miele valida universalmente per tutti gli alveari italiani. Gli apicoltori devono valutare le necessità delle proprie colonie in relazione alle condizioni del territorio.

Un problema particolarmente insidioso è la fame in presenza di scorte lontane dal glomere. Durante periodi molto freddi, le api potrebbero non riuscire a raggiungere il cibo, anche se nell’arnia sono ancora presenti favi contenenti miele.

Come si sposta il glomere

Nel corso dell’inverno, il gruppo può muoversi gradualmente sui favi seguendo le riserve alimentari.

Questo movimento non è sempre possibile in tutte le direzioni. La disposizione del miele e le temperature possono influenzare la capacità delle api di raggiungere nuove scorte.

Per questo motivo, la preparazione dell’alveare prima dell’arrivo del freddo è particolarmente importante.

Le api invernali vivono più a lungo delle api estive

Non tutte le api operaie hanno la stessa durata di vita.

Durante la stagione produttiva, molte operaie vivono soltanto alcune settimane, soprattutto a causa dell’intensa attività di raccolta e delle altre mansioni svolte nella colonia.

Le cosiddette api invernali, invece, possono vivere diversi mesi. La loro fisiologia è adattata a sostenere la colonia durante il periodo in cui nascono poche nuove operaie.

Che cosa rende speciali le api invernali?

Le operaie destinate a superare l’inverno presentano generalmente riserve corporee e caratteristiche fisiologiche differenti rispetto alle api estive.

Tra gli elementi importanti figurano le riserve di nutrienti e la vitellogenina, una proteina coinvolta in diversi processi fisiologici.

Queste caratteristiche aiutano le operaie a mantenersi vitali durante i mesi freddi e a contribuire alla ripresa primaverile della colonia.

Che fine fanno i fuchi?

I fuchi sono i maschi delle api mellifere e la loro funzione riproduttiva consiste nell’accoppiarsi con le regine vergini.

Con l’avvicinarsi dell’autunno, quando le risorse diminuiscono, le operaie spesso allontanano i fuchi dall’alveare e impediscono loro di rientrare.

Questo comportamento riduce il consumo delle riserve alimentari. I fuchi espulsi, non potendo sostenersi autonomamente nelle condizioni invernali, generalmente muoiono.

Cosa fanno le api nelle giornate miti d’inverno?

Anche nel cuore dell’inverno, durante giornate abbastanza calde e soleggiate, può capitare di osservare alcune api volare vicino agli alveari.

Non significa necessariamente che la stagione fredda sia finita.

I voli di purificazione

Le api mellifere evitano normalmente di defecare all’interno dell’alveare. Durante lunghi periodi di freddo trattengono quindi le deiezioni nell’intestino.

Quando le condizioni meteorologiche lo permettono, escono per compiere brevi voli di purificazione.

La temperatura necessaria varia in funzione del sole, del vento e delle condizioni della colonia. Non bisogna quindi considerare una singola soglia termica come valida in ogni situazione.

In alcune regioni italiane, soprattutto nelle aree costiere e meridionali, le api possono effettuare uscite anche durante l’inverno per raccogliere acqua, polline o nettare disponibili.

Il rischio dei cambiamenti improvvisi

Una giornata mite può favorire l’attività esterna, ma un rapido peggioramento del tempo può rendere difficile il ritorno all’alveare.

Per questo le api devono adattare continuamente il loro comportamento alle condizioni ambientali.

L’osservazione a distanza, senza disturbare l’ingresso dell’arnia, permette di apprezzare questi movimenti senza interferire con la colonia.

Come gli apicoltori proteggono le api in inverno

La sopravvivenza di una colonia dipende anche dalla preparazione effettuata nei mesi precedenti.

Gli apicoltori esperti iniziano a programmare l’invernamento già tra la fine dell’estate e l’autunno, adattando gli interventi al clima locale e allo stato delle famiglie.

Controllare le riserve alimentari

Una delle operazioni principali consiste nel verificare che le colonie abbiano scorte adeguate.

Il peso dell’arnia, le osservazioni precedenti e le verifiche effettuate nelle condizioni opportune aiutano a stimare la disponibilità di alimento.

Quando necessario, l’apicoltore può ricorrere a un’alimentazione supplementare appropriata, seguendo le buone pratiche apistiche. Gli interventi devono essere programmati con attenzione, perché aprire un alveare durante giornate molto fredde può disturbare il glomere.

Proteggere l’ingresso dai roditori

In autunno, piccoli roditori possono cercare riparo nelle arnie.

Le apposite griglie o riduttori d’ingresso, dimensionati correttamente, contribuiscono a impedire l’accesso ai topi senza ostacolare il passaggio delle api.

È importante anche mantenere l’arnia stabile e protetta da ristagni d’acqua.

Ventilazione e umidità

Il freddo non è l’unica difficoltà dell’inverno.

L’umidità eccessiva e la condensazione possono creare condizioni sfavorevoli all’interno dell’alveare. Una gestione corretta della ventilazione e dell’isolamento aiuta a limitare questi problemi.

Non significa lasciare l’arnia completamente aperta: la soluzione dipende dal tipo di struttura, dal clima e dalle condizioni della colonia.

Il controllo della Varroa

Tra le principali minacce sanitarie per le api mellifere c’è Varroa destructor, un acaro parassita che danneggia le api e favorisce la trasmissione di virus.

Una colonia fortemente infestata può entrare nell’inverno già indebolita, anche quando dispone di miele sufficiente.

Il monitoraggio e gli eventuali trattamenti devono seguire le indicazioni veterinarie e le disposizioni applicabili, utilizzando prodotti autorizzati. Le strategie di controllo sono particolarmente importanti prima e durante la formazione della popolazione invernale.

Per approfondire la salute delle colonie e le attività di ricerca italiane, è possibile consultare il sito del CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.

Cosa non bisogna fare

Durante le giornate fredde è preferibile evitare aperture non necessarie dell’alveare.

Separare i favi o disgregare il glomere può provocare stress e dispersione di calore. Le verifiche indispensabili devono essere effettuate da persone competenti, scegliendo condizioni meteorologiche adeguate.

Come sopravvivono le api selvatiche e solitarie?

Non tutte le api trascorrono l’inverno all’interno di una colonia.

In Italia vivono numerose specie di api selvatiche, molte delle quali sono solitarie e seguono strategie completamente differenti rispetto ad Apis mellifera.

Le api solitarie

Molte api solitarie superano la stagione fredda all’interno di cavità, gallerie nel terreno o steli vegetali, spesso sotto forma di larve, prepupae o pupe.

Alcune specie, invece, trascorrono l’inverno come adulti già sviluppati, protetti all’interno delle celle del nido.

Il momento della comparsa primaverile dipende dalla specie e dalle condizioni ambientali.

Per comprendere meglio le loro esigenze, può essere utile approfondire il tema degli hotel per api solitarie e dei rifugi per gli impollinatori.

E i bombi?

Anche i bombi seguono un ciclo diverso da quello delle api mellifere.

Nelle specie sociali annuali tipiche delle regioni temperate, gran parte della colonia muore alla fine della stagione riproduttiva. Sono soprattutto le nuove regine fecondate a sopravvivere, entrando in uno stato di dormienza in luoghi riparati.

Con l’arrivo della primavera, le regine possono fondare nuove colonie.

Le strategie variano comunque tra specie e climi: non tutte le popolazioni seguono esattamente lo stesso calendario.

Come aiutare le api in inverno nel proprio giardino

Anche chi non possiede alveari può contribuire a rendere il giardino più ospitale per gli impollinatori.

Gli interventi più utili non consistono nel riscaldare le api o nel portarle in casa, ma nel conservare habitat adatti e offrire risorse alimentari quando disponibili.

1. Coltivare piante a fioritura tardiva e invernale

Una delle azioni più efficaci è aumentare la diversità delle fioriture durante l’anno.

L’edera (Hedera helix), per esempio, produce fiori in autunno e rappresenta una risorsa importante per numerosi insetti impollinatori.

Anche alcune specie e cultivar di mahonia possono fiorire nei mesi freddi. Alcuni viburni, come Viburnum tinus, offrono fioriture invernali o tra inverno e primavera, secondo il clima.

La scelta deve sempre tenere conto dell’ambiente locale, dello spazio disponibile e dell’idoneità ecologica delle piante.

2. Evitare pesticidi non necessari

Gli insetticidi possono danneggiare gli impollinatori quando vengono utilizzati in modo scorretto o in presenza di insetti esposti.

Preferire la prevenzione, favorire gli organismi utili e applicare metodi di gestione integrata aiuta a ridurre il ricorso ai trattamenti chimici.

Quando un prodotto fitosanitario è necessario, occorre rispettare rigorosamente le indicazioni dell’etichetta e la normativa vigente.

3. Lasciare qualche angolo naturale

Un giardino perfettamente ripulito non è sempre l’ambiente migliore per le api selvatiche.

Steli secchi, piccole aree di terreno non lavorato e zone riparate possono ospitare insetti durante l’inverno.

Rimandare alcuni interventi di pulizia alla primavera può aiutare a preservare i siti di svernamento, evitando di rimuovere accidentalmente nidi e individui dormienti.

4. Mettere a disposizione acqua pulita

Nelle giornate miti, le api attive possono aver bisogno di acqua.

Un recipiente poco profondo, con pietre o altri appoggi sicuri, può offrire un punto di abbeverata senza esporre gli insetti al rischio di annegamento.

L’acqua deve essere mantenuta pulita e il recipiente controllato regolarmente.

5. Sostenere gli apicoltori locali

Acquistare miele da produttori locali affidabili può sostenere economicamente l’apicoltura del territorio.

È importante ricordare, però, che la conservazione delle api selvatiche richiede anche la tutela degli habitat naturali, dei luoghi di nidificazione e della diversità delle piante spontanee.

Api mellifere e api selvatiche hanno esigenze differenti: proteggerle significa riconoscere questa diversità.

Conclusione: un inverno di collaborazione e resistenza

Le api in inverno non rimangono semplicemente immobili in attesa della primavera. Le api mellifere sopravvivono grazie al glomere, alla produzione collettiva di calore, alle riserve di miele e alla presenza di operaie particolarmente longeve.

Le api selvatiche, invece, affrontano il freddo attraverso strategie diverse, spesso nascoste nel terreno, nei fusti delle piante o nelle cavità naturali.

Proteggere questi insetti significa prendersi cura degli habitat durante tutto l’anno, non soltanto quando i giardini sono pieni di fiori.

E voi, avete mai osservato api in volo durante una giornata mite d’inverno oppure avete creato un angolo del giardino dedicato agli impollinatori? Raccontate la vostra esperienza nei commenti!

Related Keywords:

  • come sopravvivono le api in inverno
  • glomere invernale api
  • api mellifere inverno
  • miele e sopravvivenza delle api
  • proteggere le api dal freddo

URL Slug: api-in-inverno-glomere-miele

Suggested Category: Insects

Tags: Wildlife, Organic Gardening, Ecology

Internal Link Suggestions

  1. Api solitarie e hotel per insetti: come creare un rifugio nel giardino. Da collegare alla sezione sulle api selvatiche, con anchor text hotel per api solitarie. URL specifico da verificare prima della pubblicazione.
  2. Giardino delle farfalle: quali piante scegliere per attirare gli impollinatori. Da collegare alla sezione sulle piante a fioritura tardiva, con anchor text giardino per farfalle e impollinatori. URL specifico da verificare prima della pubblicazione.

External Dofollow Authoritative Sources

  1. CREA – Agricoltura e Ambiente
    https://www.crea.gov.it/web/agricoltura-e-ambiente/-/apidologia-1
    Ricerca italiana sulla salute delle api, nutrizione, Varroa e apicoltura.
  2. Xerces Society – Nesting & Overwintering Habitat
    https://xerces.org/publications/fact-sheets/nesting-overwintering-habitat
    Conservazione degli habitat di nidificazione e svernamento delle api selvatiche.
  3. Bee Informed Partnership
    https://beeinformed.org
    Monitoraggio della salute delle colonie e delle perdite degli alveari.

Nota editoriale: verificare prima della pubblicazione i collegamenti interni e la disponibilità attuale degli URL esterni. Il link interno inserito nel corpo dell’articolo punta provvisoriamente alla homepage e va sostituito con l’URL dell’articolo pertinente.

Similar Posts