Testuggine palustre europea: perché prende il sole e come è minacciata in Italia

Su un tronco semisommerso, sulla riva fangosa di uno stagno o tra la vegetazione di una zona umida italiana può capitare di osservare una tartaruga immobile con il corpo rivolto verso il sole. Non sta semplicemente riposando. Per una testuggine palustre, esporsi alla radiazione solare è una parte importante della regolazione della temperatura corporea.

La testuggine palustre europea (Emys orbicularis) è una tartaruga d’acqua dolce autoctona presente anche in Italia. Vive in ambienti acquatici e semiacquatici e dipende fortemente dalla qualità e dalla continuità delle zone umide.

Proprio questi habitat sono stati profondamente modificati nel corso del tempo. A perdita e frammentazione degli ambienti naturali si aggiunge un altro problema: la presenza di tartarughe acquatiche esotiche introdotte dall’uomo, spesso in seguito all’abbandono di animali acquistati come animali da compagnia.

Comprendere la testuggine palustre europea e le minacce che affronta significa quindi osservare non soltanto l’animale, ma l’intero ecosistema dal quale dipende.

Indice

  1. Perché la testuggine palustre prende il sole
  2. Habitat e distribuzione in Italia
  3. Le principali minacce alla testuggine palustre europea
  4. Il problema delle tartarughe esotiche abbandonate
  5. Come contribuire alla conservazione
  6. Tutela legale in Italia e in Europa
  7. FAQ
  8. Conclusione

Perché la testuggine palustre europea prende il sole

La testuggine palustre europea è un rettile ectotermo.

Nel linguaggio comune si parla spesso di animale “a sangue freddo”, ma questa definizione può essere fuorviante. Non significa che il suo sangue sia necessariamente freddo: significa che la produzione metabolica interna di calore non permette di mantenere una temperatura corporea elevata e stabile come avviene negli uccelli e nei mammiferi.

La temperatura corporea dipende quindi in misura considerevole dalle condizioni esterne.

Per regolarla, i rettili utilizzano soprattutto strategie comportamentali. Possono spostarsi tra sole e ombra, entrare in acqua, raggiungere superfici più calde o cercare riparo quando la temperatura diventa eccessiva.

Il comportamento di basking

Quando una testuggine esce dall’acqua e rimane esposta al sole si parla comunemente di basking.

Tronchi caduti, rami emergenti, rive e altri supporti possono diventare punti ideali per questo comportamento. L’animale vi sale e sfrutta la radiazione solare per aumentare la propria temperatura corporea.

Una temperatura adeguata influenza numerose funzioni fisiologiche.

La digestione, per esempio, è strettamente dipendente dalla temperatura negli animali ectotermi. Quando il corpo raggiunge condizioni termiche appropriate, i processi metabolici e digestivi possono funzionare in maniera più efficiente.

Anche l’attività muscolare e la capacità di movimento sono influenzate dalla temperatura.

Temperatura e sistema immunitario

La relazione tra temperatura e fisiologia riguarda anche le difese immunitarie.

Nei rettili, diversi processi immunitari sono influenzati dalle condizioni termiche. La possibilità di scegliere zone con temperature differenti permette quindi all’animale di mantenersi all’interno di un intervallo favorevole alle proprie funzioni biologiche.

Questo non significa che una testuggine debba rimanere continuamente al sole.

La termoregolazione è un processo dinamico. Quando la temperatura aumenta troppo, l’animale può tornare in acqua o spostarsi all’ombra.

Per questo un habitat adatto non offre semplicemente “molto sole”, ma un mosaico di condizioni: acqua, vegetazione, zone riparate e superfici sulle quali emergere.

La presenza di tronchi e rami semisommersi può avere quindi una funzione ecologica concreta. Rimuovere sistematicamente ogni elemento naturale da uno stagno può rendere l’ambiente meno adatto anche quando l’acqua sembra più ordinata dal punto di vista umano.

Habitat e distribuzione della testuggine palustre europea in Italia

Emys orbicularis possiede un’ampia distribuzione geografica europea, con popolazioni presenti anche in Italia.

Nel territorio italiano la situazione non è uniforme. La specie è associata principalmente agli ambienti d’acqua dolce e alle zone umide caratterizzate da condizioni adatte alla sua biologia.

Può frequentare stagni, paludi, canali, lanche, fossati, piccoli bacini e corsi d’acqua a lento movimento, soprattutto quando sono presenti vegetazione acquatica, rive utilizzabili e aree terrestri circostanti relativamente poco disturbate.

Le acque completamente prive di vegetazione e con sponde artificializzate offrono generalmente condizioni molto differenti rispetto a una zona umida strutturalmente complessa.

Non vive soltanto nell’acqua

Definire Emys orbicularis una tartaruga acquatica non significa che trascorra l’intera vita immersa.

Le testuggini devono emergere per termoregolarsi e possono effettuare spostamenti sulla terraferma. Le femmine hanno inoltre bisogno di raggiungere ambienti terrestri adatti alla deposizione delle uova.

Questo dettaglio è fondamentale per comprendere la conservazione della specie.

Proteggere soltanto lo specchio d’acqua senza considerare le rive e il territorio circostante può non essere sufficiente. Una strada, una recinzione impenetrabile o un’area fortemente urbanizzata possono interrompere collegamenti necessari tra habitat acquatici e terrestri.

In Italia la specie può essere presente in differenti contesti regionali, ma distribuzione e consistenza delle popolazioni variano localmente. Per informazioni precise su una determinata area è preferibile utilizzare monitoraggi regionali, dati di ISPRA, università, parchi ed enti naturalistici competenti anziché generalizzare la situazione nazionale.

Testuggine palustre europea: minacce principali

Le minacce alla testuggine palustre europea sono legate soprattutto alla trasformazione degli habitat e alle pressioni esercitate dalle attività umane.

Perdita delle zone umide

Stagni, paludi e altri ambienti umidi sono stati storicamente sottoposti a bonifiche, drenaggi, urbanizzazione e trasformazioni agricole.

Quando una zona umida scompare, non viene eliminato soltanto uno specchio d’acqua.

Scompaiono anche vegetazione ripariale, siti di alimentazione, aree di basking, zone utilizzate per la riproduzione e collegamenti con altri habitat.

Per una popolazione di testuggini, la perdita di questi elementi può avere conseguenze durature.

Frammentazione dell’habitat

Un secondo problema è la frammentazione.

Due stagni apparentemente adatti possono essere separati da una strada trafficata, un’area edificata o un’altra barriera difficile da attraversare.

Gli spostamenti terrestri espongono inoltre le tartarughe al rischio di investimento stradale.

La conservazione moderna delle zone umide deve quindi considerare anche la connettività tra gli ambienti, non soltanto la superficie del singolo bacino.

Alterazione della qualità dell’habitat

Inquinamento, modificazioni delle rive, eliminazione della vegetazione e gestione eccessivamente artificiale dei bacini possono ridurre la qualità degli ambienti disponibili.

Anche interventi apparentemente piccoli possono avere conseguenze se eliminano sistematicamente punti di emersione o aree terrestri idonee.

Per questo la testuggine palustre è legata alla conservazione complessiva dell’ecosistema acquatico.

Il problema delle tartarughe acquatiche esotiche

Tra le testuggine palustre europea minacce più conosciute rientra anche la presenza di specie esotiche introdotte.

Per molti anni diverse tartarughe acquatiche originarie di altri continenti sono state commercializzate come animali da compagnia. Alcune, una volta cresciute, sono state abbandonate in laghetti, fiumi, canali e parchi urbani.

Uno degli esempi più conosciuti riguarda tartarughe del genere Trachemys, originarie del Nord America.

Il rilascio in natura non rappresenta un gesto di liberazione.

Un animale esotico introdotto in un ecosistema può sopravvivere, competere con le specie autoctone per alcune risorse e modificare equilibri ecologici ai quali non apparteneva.

Nel caso delle tartarughe acquatiche, la competizione può riguardare risorse come siti favorevoli al basking e altri elementi dell’habitat. Le interazioni precise dipendono dalle specie e dal contesto ambientale e non devono essere semplificate attribuendo automaticamente ogni problema delle popolazioni autoctone alle tartarughe esotiche.

La presenza di specie aliene è infatti soltanto una delle pressioni che si aggiungono alla perdita e alla frammentazione dell’habitat.

Il principio da rispettare rimane comunque molto chiaro: una tartaruga esotica tenuta in cattività non deve mai essere rilasciata in natura.

Come contribuire alla tutela della testuggine palustre

Anche i cittadini possono contribuire alla conservazione di Emys orbicularis attraverso comportamenti relativamente semplici.

Non abbandonare tartarughe esotiche

È probabilmente la regola più importante per chi possiede una tartaruga acquatica.

Un animale diventato troppo grande, difficile da gestire o non più desiderato non deve essere portato in uno stagno, un fiume o un parco.

Il rilascio può essere dannoso per l’ambiente ed essere contrario alla normativa applicabile.

Chi non può più occuparsi dell’animale dovrebbe rivolgersi alle autorità competenti, a strutture autorizzate o a centri che possano indicare una soluzione legale e responsabile.

Segnalare gli avvistamenti

L’osservazione di una testuggine potenzialmente autoctona può essere utile ai progetti di monitoraggio.

Quando esistono programmi locali di raccolta dati, è possibile comunicare l’avvistamento a parchi, enti regionali, università, associazioni scientifiche o altri organismi competenti.

Una fotografia scattata senza disturbare l’animale e l’indicazione precisa del luogo possono aiutare gli esperti a verificare l’identificazione.

Non è necessario catturare la testuggine per documentarla.

Proteggere le zone umide

Sostenere la conservazione di stagni, paludi, canneti e piccoli ecosistemi acquatici significa proteggere contemporaneamente numerose specie.

Anfibi, libellule, uccelli acquatici, pesci, invertebrati e piante dipendono dagli stessi ambienti.

Anche piccoli stagni possono avere valore ecologico quando sono inseriti in un territorio con sufficiente connettività.

Evitare interventi improvvisati

Una tartaruga osservata in natura non deve essere automaticamente spostata.

Se si trova in una situazione evidentemente pericolosa o appare ferita, è preferibile contattare le autorità o un centro di recupero della fauna selvatica e seguire le loro indicazioni.

Lo spostamento arbitrario può allontanare un animale autoctono dal proprio habitat o interferire con un normale movimento riproduttivo.

La tutela legale in Italia e in Europa

La testuggine palustre europea è una specie protetta nell’ambito della normativa europea sulla conservazione della fauna e degli habitat.

Emys orbicularis è inclusa negli allegati della Direttiva Habitat dell’Unione Europea, che attribuisce particolare importanza alla conservazione della specie e degli ambienti necessari alla sua sopravvivenza.

La protezione si inserisce anche nel quadro della normativa italiana di recepimento e delle disposizioni nazionali e regionali sulla fauna.

Questo significa che una testuggine palustre osservata in natura non deve essere considerata un animale disponibile per essere raccolto e portato a casa.

Cattura, detenzione o spostamento di fauna protetta possono essere sottoposti a specifiche restrizioni e autorizzazioni.

La tutela legale delle specie esotiche invasive segue invece un quadro differente. Per alcune specie sono previste limitazioni relative a commercio, detenzione, trasporto e rilascio.

In ogni caso, il rilascio volontario di una tartaruga esotica nell’ambiente naturale deve essere fermamente evitato.

FAQ

La testuggine palustre europea è pericolosa?

Emys orbicularis non rappresenta normalmente un pericolo per le persone.

Come qualsiasi animale selvatico può tentare di difendersi se viene afferrata o manipolata. La soluzione migliore è quindi osservarla senza toccarla.

Non dovrebbe essere raccolta per essere tenuta come animale domestico.

Come si distingue da una tartaruga esotica?

La testuggine palustre europea presenta generalmente un carapace scuro sul quale possono comparire numerosi piccoli punti o segni chiari. Anche testa e arti possono mostrare una caratteristica punteggiatura giallastra.

Alcune tartarughe esotiche diffuse negli ambienti urbani e periurbani presentano invece disegni differenti, come strisce evidenti sulla testa e sul collo.

L’aspetto può comunque variare con età, sesso e individuo. L’identificazione non dovrebbe essere effettuata utilizzando un singolo carattere.

Una fotografia può essere sottoposta a un ente naturalistico o a un esperto senza catturare l’animale.

Cosa fare se si trova una tartaruga abbandonata?

Prima di tutto bisogna distinguere tra un animale realmente abbandonato e una tartaruga selvatica che si sta semplicemente spostando.

Se si sospetta che si tratti di un animale esotico abbandonato, è opportuno contattare le autorità competenti, un centro di recupero o una struttura autorizzata per ricevere indicazioni.

Non bisogna trasferire autonomamente la tartaruga in un altro stagno, fiume o ambiente naturale.

Perché le tartarughe salgono sui tronchi al sole?

Utilizzano i tronchi come piattaforme di basking. L’esposizione al sole permette loro di aumentare la temperatura corporea e raggiungere condizioni favorevoli per attività fisiologiche come digestione, movimento e funzioni immunitarie.

Una testuggine che prende il sole è in difficoltà?

Non necessariamente.

Per una tartaruga acquatica ectoterma uscire dall’acqua e scaldarsi al sole è un comportamento normale. Se disturbata, spesso torna rapidamente in acqua.

La testuggine palustre vive anche fuori dall’acqua?

Sì. Sebbene sia fortemente associata agli ambienti acquatici, utilizza anche habitat terrestri.

Gli spostamenti sulla terraferma sono particolarmente importanti in alcune fasi del ciclo vitale, comprese quelle legate alla riproduzione.

Si può tenere una testuggine palustre trovata in natura?

Una testuggine palustre europea selvatica non deve essere prelevata per trasformarla in un animale da compagnia.

In caso di animale ferito o in evidente pericolo bisogna rivolgersi agli organismi competenti per la fauna selvatica e seguire le loro indicazioni.

Conclusione

Vedere una testuggine palustre europea immobile al sole su un tronco non significa osservare un animale che sta semplicemente riposando. Il basking fa parte del suo sistema di termoregolazione e permette al rettile ectotermo di raggiungere temperature corporee favorevoli a numerosi processi fisiologici.

Ma per poter compiere questo comportamento servono habitat adeguati.

Emys orbicularis dipende da zone umide che offrano acqua, vegetazione, rive naturali, punti di emersione e aree terrestri utilizzabili. La perdita e la frammentazione di questi ambienti rappresentano quindi alcune delle principali pressioni sulla specie.

A esse si aggiunge la presenza di tartarughe acquatiche esotiche introdotte dall’uomo. Gli animali acquistati come specie da compagnia non devono mai essere liberati in laghi, fiumi, stagni, canali o parchi. Un rilascio apparentemente compassionevole può trasformarsi in un problema ecologico destinato a durare molti anni.

La tutela della testuggine palustre europea passa quindi da azioni concrete: conservare le zone umide, evitare il disturbo degli animali selvatici, segnalare osservazioni utili ai programmi di monitoraggio e gestire responsabilmente le specie esotiche.

La testuggine palustre europea è protetta nel quadro della normativa italiana ed europea. Rispettarla significa soprattutto lasciarla nel suo ambiente e proteggere il complesso mosaico di acqua, vegetazione e territorio terrestre dal quale dipende.

Tra tutte le azioni possibili, una regola deve rimanere inequivocabile: nessuna tartaruga esotica deve essere abbandonata o rilasciata in natura.

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