Vespe in autunno: perché diventano insistenti e come evitare punture in sicurezza

Tra settembre e le prime giornate fredde capita spesso di vedere vespe intorno a grappoli d’uva, fichi maturi, bibite e tavoli all’aperto. Le vespe in autunno non diventano improvvisamente aggressive senza motivo: nelle specie sociali sta cambiando il ciclo della colonia e, di conseguenza, cambia anche il comportamento delle operaie.

Durante primavera ed estate molte operaie catturano insetti per nutrire le larve. A fine stagione le larve diminuiscono, vengono prodotti maschi e future regine e le operaie trovano meno alimento zuccherino all’interno del nido. Frutta, nettare, bevande e altri zuccheri disponibili all’esterno diventano quindi particolarmente interessanti.

Vespa comune su un fico maturo in un giardino di fine estate, ambiente naturale e riconoscimento realistico dell'insetto]

Indice

  1. Vespe in autunno: cosa cambia davvero
  2. Il ciclo annuale delle vespe sociali
  3. Perché le larve sono importanti per le operaie
  4. Perché a fine estate cercano più zuccheri
  5. Cosa attira le vespe vicino a casa
  6. Come evitare le punture in sicurezza
  7. Api, vespe e calabroni: come distinguerli
  8. Vespa velutina: attenzione al calabrone asiatico
  9. Cosa fare con un nido vicino casa
  10. Cosa fare dopo una puntura
  11. Quando chiamare immediatamente i soccorsi
  12. Cosa succede alle vespe durante l’inverno
  13. Conclusione

Vespe in autunno: cosa cambia davvero

Le vespe sociali vivono in colonie organizzate, ma nelle regioni temperate queste colonie sono generalmente annuali.

Tra le specie che possiamo incontrare in Italia ci sono la vespa comune (Vespula vulgaris), la vespa germanica (Vespula germanica), diverse vespe cartonaie come Polistes dominula e il calabrone europeo (Vespa crabro).

Pur con differenze biologiche tra specie, il modello stagionale generale è simile. Una femmina fecondata supera l’inverno, fonda una nuova colonia in primavera e produce le prime operaie.

La colonia cresce durante l’estate. Verso la fine della stagione vengono prodotti individui riproduttivi, cioè maschi e nuove regine, mentre la produzione di operaie rallenta e la struttura sociale della colonia comincia progressivamente a disgregarsi.

È proprio questa fase che coincide con molti incontri tra persone e vespe in autunno.

Il ciclo annuale delle vespe sociali

In primavera una regina sopravvissuta all’inverno cerca un luogo adatto alla nidificazione.

All’inizio deve fare quasi tutto da sola: costruisce le prime celle, depone le uova e procura il cibo alle larve. Quando emergono le prime operaie, queste assumono gran parte delle attività di costruzione, difesa e raccolta del cibo.

Durante l’estate il nido cresce rapidamente.

Le operaie cercano alimenti zuccherini per le proprie necessità energetiche e catturano insetti e altri piccoli invertebrati, che vengono lavorati e portati alle larve come fonte proteica.

Tra fine estate e autunno la colonia cambia obiettivo. Vengono allevati maschi e nuove regine destinate alla riproduzione, anziché continuare indefinitamente a produrre operaie.

Le nuove regine lasciano il nido, si accoppiano e cercano un luogo riparato nel quale trascorrere l’inverno.

Perché le larve sono importanti per le operaie

Il rapporto alimentare tra operaie e larve spiega una parte importante del comportamento autunnale.

Le vespe adulte non sono adatte a consumare nello stesso modo delle larve grandi quantità di alimento solido. Le operaie catturano quindi prede, le masticano e ne offrono piccole porzioni alle larve.

In diverse vespe sociali le larve restituiscono alle adulte secrezioni liquide nutrienti e ricche di carboidrati. Questo scambio alimentare è una forma di trofallassi.

Finché il nido contiene numerose larve, le operaie hanno quindi accesso anche a questa risorsa interna.

A fine stagione la situazione cambia. Quando diminuisce la covata e vengono prodotte sempre meno larve operaie, si riduce anche la disponibilità di queste secrezioni.

Dire che “le larve danno zucchero alle vespe” è una semplificazione, ma descrive un fenomeno reale: le secrezioni larvali contribuiscono all’alimentazione degli adulti.

Quando questa fonte diminuisce, le operaie devono affidarsi maggiormente alle risorse zuccherine disponibili nell’ambiente.

Perché a fine estate cercano più zuccheri

Gli adulti ricavano energia soprattutto da alimenti liquidi ricchi di carboidrati.

In natura possono utilizzare nettare, melata, linfa e succhi della frutta. Alla fine dell’estate, però, le stesse esigenze possono portarli direttamente verso ciò che abbiamo sul tavolo.

Una pesca molto matura, un fico aperto, una lattina di bibita, una marmellata o un gelato rappresentano fonti concentrate e facilmente accessibili.

Questo aiuta a spiegare perché le vespe in autunno sembrino improvvisamente più presenti durante pranzi e picnic.

Non bisogna però confondere maggiore presenza con aggressività deliberata verso l’uomo. Una vespa interessata a una bevanda zuccherata sta generalmente cercando cibo, non una persona da pungere.

Il rischio aumenta soprattutto quando viene schiacciata, intrappolata contro la pelle o quando ci si avvicina troppo a un nido attivo.

Cosa attira le vespe vicino a casa

Frutta molto matura o danneggiata è una delle attrazioni più comuni.

Fichi, pere, mele, pesche e grappoli d’uva aperti possono liberare succhi facilmente raggiungibili. Anche la frutta caduta e in fermentazione può attirare numerosi insetti.

A tavola, le fonti più evidenti sono bibite zuccherate, succhi, dolci, marmellate e residui di alimenti.

I rifiuti sono un’altra risorsa. Bidoni lasciati aperti, lattine non risciacquate e sacchi contenenti avanzi possono creare punti di alimentazione regolari.

Per ridurre gli incontri basta spesso eliminare queste opportunità: raccogliere la frutta marcescente, chiudere i bidoni e non lasciare bevande o alimenti scoperti.

Come evitare le punture in sicurezza

Quando una vespa vola vicino al tavolo, agitare freneticamente le mani non è una buona strategia.

Evitare di colpirla e mantenere la calma. Se continua a rimanere nelle vicinanze, allontanarsi lentamente senza tentare di schiacciarla.

Coprire cibo e bevande riduce fortemente le occasioni di contatto.

Particolare attenzione meritano lattine e bottiglie aperte. Una vespa può entrare senza essere notata e una puntura all’interno della bocca rappresenta una situazione più delicata per il possibile gonfiore delle vie aeree.

Quando le vespe sono numerose, è preferibile versare la bevanda in un bicchiere controllabile oppure utilizzare bottiglie richiudibili.

Anche camminare scalzi vicino a frutta caduta può aumentare il rischio di schiacciare accidentalmente un insetto.

Api, vespe e calabroni: come distinguerli

Api e vespe appartengono entrambe agli Imenotteri, ma hanno aspetto ed ecologia differenti.

L’ape mellifera presenta generalmente un corpo più peloso, adattato anche alla raccolta del polline. Le comuni Vespula hanno invece un corpo più liscio, vita stretta e disegni gialli e neri molto evidenti.

Le vespe cartonaie del genere Polistes sono più slanciate e presentano zampe lunghe, spesso ben visibili durante il volo.

Il calabrone europeo, Vespa crabro, è una grande vespa sociale autoctona. La sua dimensione può impressionare, ma non va confuso automaticamente con una specie invasiva.

Per approfondire le differenze con gli impollinatori, Consigli Brillanti ha pubblicato una guida dedicata alle api sociali e solitarie.

Riconoscere gli insetti è importante anche per evitare interventi inutili contro specie che non rappresentano un problema.

Vespa velutina: attenzione al calabrone asiatico

Un caso particolare è Vespa velutina nigrithorax, conosciuta come calabrone asiatico dalle zampe gialle.

È una specie aliena invasiva presente in Europa e arrivata in Italia dalla Francia. È soprattutto importante per l’impatto sull’apicoltura, perché preda intensamente le api mellifere davanti agli alveari. CREA continua a partecipare al monitoraggio e alla gestione attraverso la rete StopVelutina.

L’adulto presenta un aspetto complessivamente scuro, estremità delle zampe gialle e una fascia giallo-aranciata evidente sull’addome.

Non bisogna però tentare di identificare un grande calabrone prendendolo in mano o avvicinandosi a un nido.

In caso di sospetto avvistamento, è possibile consultare il progetto StopVelutina del CREA e verificare il canale di segnalazione attualmente indicato. Le modalità territoriali possono cambiare, quindi è opportuno controllare anche le istruzioni della propria Regione.

ISPRA segnala inoltre che per Vespa velutina esiste un Piano nazionale di gestione approvato con decreto del 28 settembre 2022.

Cosa fare con un nido vicino casa

Trovare un nido non significa che bisogna immediatamente distruggerlo.

La prima domanda è dove si trova. Un nido lontano dai passaggi può rappresentare una situazione molto diversa da uno situato accanto alla porta di casa, dentro un cassonetto o vicino a un’area frequentata da bambini.

Se il nido rappresenta un rischio, non scuoterlo e non colpirlo.

Non chiudere nemmeno il foro di ingresso di un nido situato in una parete o altra cavità: gli insetti potrebbero cercare un’uscita alternativa.

Sono da evitare completamente tentativi domestici con fuoco, benzina, solventi, acqua bollente o miscele chimiche improvvisate. Oltre al rischio di punture multiple, si possono provocare incendi, intossicazioni e danni all’edificio.

Contattare invece il Comune o il servizio territorialmente competente per conoscere le procedure locali oppure rivolgersi a un professionista qualificato nella gestione degli infestanti.

Se si sospetta Vespa velutina, non intervenire personalmente sul nido: segnalarlo attraverso i canali ufficiali.

Cosa fare dopo una puntura

Una puntura di vespa provoca normalmente dolore immediato, arrossamento e gonfiore locale.

Allontanarsi dalla zona, soprattutto se la puntura è avvenuta vicino a un nido. Lavare delicatamente la parte interessata con acqua e sapone e applicare un impacco freddo avvolto in un panno per brevi periodi può aiutare a controllare dolore e gonfiore.

Le vespe normalmente non lasciano il pungiglione nella pelle e possono pungere più volte.

Se è invece visibile un pungiglione, potrebbe trattarsi di un’ape mellifera: rimuoverlo rapidamente evitando inutili manipolazioni della zona.

Non applicare sostanze caustiche, benzina, ammoniaca, candeggina o altri prodotti domestici sulla puntura.

Per farmaci contro dolore, prurito o gonfiore è opportuno attenersi al foglietto illustrativo e chiedere consiglio al farmacista o al medico quando necessario.

Quando chiamare immediatamente i soccorsi

Una reazione locale non va confusa con una grave reazione allergica sistemica.

Difficoltà respiratoria, gonfiore importante del volto, della lingua o della gola, difficoltà a deglutire, forte debolezza, perdita di coscienza o collasso sono segnali di emergenza.

In questi casi bisogna chiamare immediatamente i servizi di emergenza sanitaria.

In Italia il 112 è il Numero Unico Europeo di Emergenza nelle aree in cui il servizio è attivo; l’organizzazione può avere specificità territoriali, quindi per informazioni non urgenti conviene verificare i riferimenti ufficiali della propria Regione.

Chi ha una diagnosi di allergia grave alle punture di imenotteri e dispone di un auto-iniettore di adrenalina prescritto deve seguire il piano di emergenza stabilito dal proprio medico e richiedere comunque assistenza sanitaria.

Anche punture multiple o punture in bocca e gola richiedono particolare prudenza e una valutazione sanitaria appropriata.

Cosa succede alle vespe durante l’inverno

Con l’avanzare dell’autunno la vecchia colonia entra nella fase finale.

I maschi e le operaie muoiono progressivamente e la vecchia regina non fonda nuovamente lo stesso nido l’anno successivo. Il freddo e le gelate pongono fine all’attività delle colonie annuali rimaste.

Le nuove regine fecondate seguono invece un’altra strada.

Dopo l’accoppiamento cercano luoghi riparati, per esempio cavità, fessure, legno o altri rifugi protetti, dove trascorrere l’inverno individualmente. In primavera le sopravvissute tornano attive e ciascuna può tentare di fondare una nuova colonia.

Nelle comuni vespe sociali temperate, quindi, il vecchio nido viene generalmente abbandonato e non viene riattivato come colonia l’anno successivo. Fonti universitarie dedicate alle vespe sociali confermano il carattere annuale delle colonie e il fatto che siano le nuove regine fecondate a superare l’inverno.

Esistono però differenze tra specie e condizioni climatiche, quindi è meglio evitare formule assolute applicate a ogni Vespide del mondo.

Questa fase finale spiega anche perché le vespe in autunno possano essere molto visibili proprio quando il loro nido si avvicina alla fine.

Conclusione

Le vespe in autunno non stanno organizzando un’invasione dei nostri tavoli. Stanno attraversando la fase conclusiva del ciclo annuale della colonia.

Durante primavera ed estate le operaie catturano insetti per le larve, ricevendo da queste anche secrezioni liquide nutrienti. Quando la covata diminuisce e la colonia produce nuove regine e maschi, quella risorsa si riduce e gli adulti cercano più frequentemente zuccheri nell’ambiente.

Frutta matura, bibite, dolci e rifiuti diventano così attrazioni evidenti.

Per evitare punture è molto più efficace eliminare queste fonti, coprire cibi e bevande e allontanarsi con calma che agitare le mani contro gli insetti.

Un nido vicino casa non deve essere bruciato, avvelenato con preparati improvvisati o chiuso. Se rappresenta un rischio, la gestione va affidata ai servizi territorialmente competenti o a professionisti; una sospetta Vespa velutina va invece segnalata attraverso i canali ufficiali aggiornati.

Infine, difficoltà respiratoria, gonfiore del volto o della gola, perdita di coscienza o collasso dopo una puntura costituiscono segnali d’allarme che richiedono immediata assistenza sanitaria.

Avete notato anche voi che le vespe diventano più presenti intorno a frutta e bevande nelle ultime settimane dell’estate e all’inizio dell’autunno?

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Suggested Category: Insects

Tags: Wildlife, Nature, Ecology

2 Internal Link Suggestions:

  1. Api sociali e solitarie: guida completa alla biodiversità dei pronubi
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  2. Insetti utili nell’orto: guida pratica ai migliori alleati naturali contro i parassiti
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    Utile per ampliare il tema del ruolo ecologico degli insetti predatori nel giardino.

3 External Dofollow Authoritative Sources:

  1. CREA – StopVelutina
    https://apidologia.crea.gov.it/en/stopvelutina/
    Pagina ufficiale CREA della rete italiana dedicata al monitoraggio e alla gestione di Vespa velutina. La rete risulta tuttora attiva; verificare qui le informazioni aggiornate prima di pubblicare recapiti o modalità di segnalazione.
  2. Ministero della Salute
    https://www.salute.gov.it/
    Portale istituzionale nazionale. Per informazioni sanitarie sulle reazioni allergiche e sull’assistenza di emergenza è opportuno utilizzare la pagina ministeriale o regionale più recente disponibile al momento della pubblicazione.
  3. ISPRA – Piani di gestione delle specie
    https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/fauna-ambiente-uomo/gestione-della-fauna-e-pareri/reportistica/piani-di-gestione
    ISPRA riporta il Piano nazionale per la gestione del calabrone asiatico dalle zampe gialle (Vespa velutina), approvato con decreto del MASE del 28 settembre 2022.

Nota di accuratezza: non è corretto affermare semplicemente che tutte le vespe “diventano aggressive” in autunno. Nelle specie sociali annuali cambiano struttura della colonia, disponibilità di larve e comportamento di foraggiamento; questo può aumentare gli incontri con le persone attorno alle fonti zuccherine. Distribuzione di Vespa velutina, recapiti per le segnalazioni e procedure territoriali possono invece cambiare: verificarli sulle fonti CREA, ISPRA e regionali prima della pubblicazione.

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