Murmurazione degli storni: perché volano in nuvole che sembrano un’unica creatura

Al tramonto, migliaia di piccoli uccelli attraversano il cielo formando onde, spirali e figure che cambiano continuamente. Per qualche istante sembrano un’unica creatura, capace di allungarsi, contrarsi e cambiare direzione senza mai spezzarsi. Questo spettacolo naturale prende il nome di murmurazione degli storni ed è uno degli esempi più affascinanti di comportamento collettivo nel mondo animale.

Il fenomeno non dipende da un capo che guida gli altri. Nasce invece dalle interazioni tra individui vicini, ciascuno dei quali modifica il proprio movimento in risposta agli uccelli circostanti. Comprendere come funziona una murmurazione significa scoprire come regole relativamente semplici possano produrre movimenti di straordinaria complessità.

Indice dei contenuti

  1. Che cos’è una murmurazione degli storni
  2. Perché gli storni formano grandi nuvole nel cielo
  3. Come fanno a volare insieme senza scontrarsi
  4. La ricerca scientifica condotta a Roma
  5. Il ruolo dei predatori nelle murmurazioni
  6. Quando osservare gli storni in Italia
  7. Dove vedere le murmurazioni degli storni
  8. Come osservare il fenomeno senza disturbare
  9. Perché le murmurazioni cambiano forma continuamente
  10. L’importanza degli storni nell’ecosistema
  11. Conclusione

Che cos’è una murmurazione degli storni

La murmurazione degli storni è un particolare comportamento collettivo durante il quale numerosi esemplari di storno comune (Sturnus vulgaris) volano in gruppi compatti, modificando continuamente forma, velocità e direzione.

A differenza di uno stormo che procede semplicemente verso una destinazione, una murmurazione presenta movimenti coordinati particolarmente evidenti. Gli uccelli possono formare bande allungate, masse tondeggianti o strutture che ricordano onde in movimento.

Il risultato è una figura tridimensionale che cambia aspetto a seconda della posizione degli individui e del punto dal quale viene osservata.

Il termine murmurazione deriva dall’inglese murmuration, associato al rumore prodotto dai numerosi uccelli che si muovono insieme. Il battito simultaneo delle ali può generare un fruscio percepibile soprattutto quando lo stormo passa relativamente vicino.

Come riconoscere uno storno comune

Lo storno comune è un uccello di dimensioni medio-piccole, caratterizzato da un corpo compatto, ali appuntite e coda relativamente corta.

Il piumaggio appare scuro, ma alla luce mostra riflessi verdi e violacei. Durante l’autunno e l’inverno sono spesso visibili piccole macchie chiare distribuite sulle piume.

È una specie molto adattabile, presente sia nelle campagne sia nei centri abitati. Si alimenta di insetti, altri piccoli invertebrati, frutti e diverse risorse vegetali, secondo la stagione.

Natuur als kunst, de 10 mooiste beelden – Landleven

How Thousands of Animals Work Together Without Anyone in Charge – The Economic Times

Kleurrijke Spreeuw – Vogels – Spreeuw

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Perché gli storni formano grandi nuvole nel cielo

La murmurazione degli storni è collegata soprattutto al comportamento sociale e alla ricerca di sicurezza durante il raggruppamento serale.

Nel corso della giornata, gli storni possono distribuirsi sul territorio per cercare cibo. Verso sera, molti individui raggiungono dormitori comuni, dove trascorrono la notte.

Prima di posarsi, gli uccelli possono riunirsi in volo, dando origine a grandi formazioni che si muovono sopra alberi, canneti o altri luoghi utilizzati come riparo.

Una delle ipotesi più sostenute dalla ricerca scientifica è che questi raggruppamenti contribuiscano a ridurre il rischio di predazione.

Quando numerosi uccelli volano vicini e cambiano direzione rapidamente, un predatore può incontrare maggiori difficoltà nell’individuare e seguire un singolo bersaglio.

Il vantaggio di vivere in gruppo

Riunirsi in grandi gruppi offre diversi possibili benefici. La presenza di molti individui permette di aumentare la probabilità che un pericolo venga individuato e può ridurre il rischio individuale di essere catturati.

I dormitori collettivi possono inoltre offrire vantaggi sociali e, in determinate condizioni, termici. Tuttavia, questi possibili benefici non spiegano necessariamente ogni aspetto delle spettacolari evoluzioni aeree.

La murmurazione degli storni deve quindi essere considerata un fenomeno complesso, nel quale interagiscono il comportamento individuale, le condizioni ambientali e la presenza di minacce.

Come fanno a volare insieme senza scontrarsi

Una delle caratteristiche più sorprendenti della murmurazione degli storni è la capacità degli individui di mantenere un movimento coordinato senza seguire un leader permanente.

Ogni uccello dispone di informazioni limitate sullo stormo. Non può controllare contemporaneamente la posizione di migliaia di compagni, ma può reagire ai movimenti degli individui più vicini.

Il funzionamento del gruppo può essere descritto attraverso alcuni principi generali.

  • Mantenere la separazione: evitare distanze eccessivamente ridotte che potrebbero favorire collisioni.
  • Coordinare il movimento: adattare direzione e velocità in relazione ai vicini.
  • Conservare la coesione: rimanere in relazione con il gruppo durante gli spostamenti.

Questi principi aiutano a comprendere il fenomeno, ma non costituiscono una descrizione completa delle regole biologiche effettivamente utilizzate dagli storni.

Il risultato emerge dalla continua combinazione di numerose risposte individuali. Un cambiamento locale può propagarsi attraverso il gruppo, producendo una trasformazione visibile dell’intera formazione.

Un comportamento collettivo senza direttore

Osservando una murmurazione, si potrebbe immaginare che un individuo impartisca ordini agli altri. In realtà, la coordinazione nasce principalmente dalla capacità di ogni storno di reagire alle informazioni disponibili.

Questo processo è un esempio di auto-organizzazione, un fenomeno studiato anche nella fisica dei sistemi complessi e nella biologia.

La forma dello stormo non viene progettata in anticipo. Si modifica continuamente come risultato delle interazioni tra gli uccelli che lo compongono.

La ricerca scientifica condotta a Roma

La murmurazione degli storni è stata studiata approfonditamente anche in Italia, attraverso una serie di ricerche condotte su stormi osservati a Roma.

Nel 2008, un gruppo di ricercatori italiani e internazionali pubblicò sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences uno studio dedicato alle regole che governano il movimento collettivo degli storni.

Lo studio, firmato da Michele Ballerini e colleghi, utilizzava osservazioni e ricostruzioni tridimensionali degli stormi per analizzare le relazioni spaziali tra gli individui.

Uno dei risultati più importanti riguardava il numero di vicini con cui ciascun uccello tende a coordinarsi.

La regola dei sei o sette vicini

I ricercatori scoprirono che il comportamento degli storni era descritto meglio considerando un numero relativamente stabile di vicini, in media circa sei o sette, piuttosto che tutti gli uccelli presenti entro una distanza fisica fissa.

Questa distinzione è fondamentale. Il rapporto tra gli individui dipende principalmente dalla loro posizione relativa all’interno del gruppo, non soltanto dai metri che li separano.

Si parla di interazione topologica, diversa da un’interazione basata esclusivamente sulla distanza, definita metrica.

Questo meccanismo può contribuire alla coesione dello stormo anche quando la densità cambia rapidamente. Non significa però che ogni storno conti consapevolmente sette compagni o segua una regola rigidamente identica in ogni situazione.

La ricerca è consultabile nell’articolo scientifico Interaction ruling animal collective behavior depends on topological rather than metric distance: evidence from a field study, pubblicato nel 2008. PubMed+1

Perché questa scoperta è importante

Lo studio condotto a Roma ha contribuito a spiegare come un gruppo numeroso possa mantenere la propria coesione attraverso informazioni locali.

Ogni individuo reagisce a una porzione limitata dello stormo, ma l’insieme delle interazioni produce un movimento coordinato su scala molto più ampia.

Questo tipo di organizzazione viene studiato anche per comprendere altri sistemi collettivi, dai banchi di pesci agli sciami di insetti.

La murmurazione degli storni rappresenta quindi un esempio particolarmente interessante di come la complessità possa emergere senza un controllo centralizzato.

Il ruolo dei predatori nelle murmurazioni

I predatori costituiscono uno degli elementi più importanti per comprendere il comportamento degli storni durante le grandi concentrazioni serali.

Tra i rapaci che possono attaccare gli storni figurano lo sparviere e il falco pellegrino. La loro presenza può provocare cambiamenti improvvisi nella forma e nella direzione dello stormo.

Quando un predatore si avvicina, gli uccelli possono compattarsi, disperdersi temporaneamente o produrre onde di movimento che attraversano il gruppo.

Queste trasformazioni rendono difficile distinguere e seguire un singolo individuo all’interno di una massa in continuo cambiamento.

Cosa hanno scoperto gli studi scientifici

Una ricerca pubblicata nel 2017 sulla rivista PLOS ONE, basata su oltre tremila segnalazioni raccolte attraverso un progetto di scienza partecipata, ha analizzato le caratteristiche delle murmurazioni.

Gli autori hanno riscontrato un’associazione tra la presenza di rapaci e murmurazioni più grandi o prolungate. I risultati sostengono l’importanza della funzione antipredatoria, pur senza dimostrare che ogni murmurazione sia provocata direttamente da un predatore. PLOS One+1

Non tutte le evoluzioni aeree sono infatti una risposta a un attacco. Gli storni possono formare gruppi coordinati anche quando non è visibile alcuna minaccia.

La ricerca continua a esaminare come le caratteristiche del gruppo e le risposte individuali influenzino le manovre collettive di fuga.

Quando osservare gli storni in Italia

Il periodo più favorevole per osservare la murmurazione degli storni in Italia coincide generalmente con l’autunno e l’inverno.

In questi mesi, agli storni presenti durante l’anno possono aggiungersi individui provenienti da altre regioni europee. Le concentrazioni nei dormitori comuni possono quindi diventare particolarmente numerose.

Le date precise variano in base alla località, alle condizioni meteorologiche e agli spostamenti degli uccelli.

I mesi più favorevoli

Tra novembre e febbraio è spesso possibile assistere a grandi raggruppamenti serali nelle zone frequentate dagli storni.

In alcune località il fenomeno può comparire già in ottobre o proseguire verso marzo. La durata della stagione non è identica ogni anno e non segue un calendario rigido.

Il momento migliore della giornata è generalmente quello che precede il tramonto, quando gli uccelli ritornano verso i dormitori collettivi.

Conviene arrivare con un certo anticipo, scegliendo un punto che permetta di osservare il cielo senza avvicinarsi eccessivamente agli animali.

L’influenza delle condizioni meteorologiche

Il vento, la luminosità e le condizioni atmosferiche possono influenzare l’attività degli storni e la visibilità del fenomeno.

Una serata con buona visibilità permette di distinguere meglio i cambiamenti di forma dello stormo, soprattutto quando gli uccelli si stagliano contro il cielo.

Non esiste però una condizione meteorologica capace di garantire una murmurazione spettacolare. Il comportamento dipende da molti fattori, compresa la presenza di rapaci e la distribuzione degli individui nel territorio.

Dove vedere le murmurazioni degli storni

Roma è una delle città italiane più conosciute per le grandi concentrazioni invernali di storni.

Durante la stagione fredda, numerosi individui raggiungono la capitale dopo aver trascorso la giornata nelle campagne circostanti. Prima di posarsi nei dormitori, possono formare spettacolari figure sopra strade, parchi e quartieri urbani.

Le osservazioni scientifiche condotte dal CNR hanno documentato la presenza di dormitori in diverse zone della città, tra cui l’area del Verano, l’EUR, Termini e il Circo Massimo. Questi riferimenti sono storici e non garantiscono che i dormitori siano occupati ogni inverno. CNR-ISC+1

Altre zone italiane favorevoli

La murmurazione degli storni non è un fenomeno esclusivo di Roma. Gli storni possono formare raggruppamenti anche in altre città italiane e in ambienti rurali.

Le aree più promettenti comprendono i territori agricoli vicini ai dormitori, le zone umide con canneti e i centri abitati che ospitano grandi alberature.

La presenza di numerosi storni durante il giorno non assicura, tuttavia, che si verifichi una murmurazione nello stesso luogo.

Per individuare un punto di osservazione è utile consultare le segnalazioni recenti delle associazioni ornitologiche locali, senza considerare permanenti i dormitori documentati negli anni precedenti.

Come osservare il fenomeno senza disturbare

Assistere a una murmurazione degli storni non richiede necessariamente attrezzature particolari. È sufficiente scegliere una posizione adatta, rispettare le distanze e osservare con pazienza.

Un binocolo può aiutare a distinguere i singoli uccelli, mentre una fotocamera permette di documentare le forme collettive.

Per osservare il fenomeno in modo responsabile è importante non avvicinarsi ai dormitori, non utilizzare droni e non provocare il volo degli uccelli per ottenere fotografie.

Bisogna inoltre evitare rumori improvvisi, luci dirette verso gli animali e spostamenti attraverso canneti o altre aree utilizzate come rifugio.

Quando si osservano gli storni in città, è preferibile rimanere negli spazi pubblici accessibili, senza ostacolare il traffico o entrare in proprietà private.

La murmurazione degli storni è un comportamento naturale che merita di essere osservato senza modificarne lo svolgimento.

Perché le murmurazioni cambiano forma continuamente

La forma di una murmurazione dipende dalla posizione e dal movimento dei singoli individui, oltre che dalla prospettiva dell’osservatore.

Uno stormo tridimensionale può apparire come una linea sottile da una certa angolazione e come una grande superficie scura da un’altra.

Anche piccoli cambiamenti di direzione possono modificare rapidamente l’aspetto dell’intera formazione.

La luce del tramonto accentua questo effetto, perché gli uccelli diventano spesso sagome scure contro il cielo.

Le figure che ricordano animali, volti o altri oggetti non sono forme create intenzionalmente dagli storni. Sono interpretazioni visive di movimenti collettivi che cambiano continuamente.

L’importanza degli storni nell’ecosistema

Oltre alle spettacolari murmurazioni, gli storni svolgono diverse funzioni ecologiche negli ambienti che frequentano.

Durante la ricerca del cibo consumano numerosi invertebrati, comprese larve di insetti presenti nel terreno. Possono inoltre contribuire alla dispersione dei semi attraverso il consumo di alcuni frutti.

Il loro rapporto con le attività umane è complesso. In determinate situazioni, grandi concentrazioni possono provocare problemi nelle aree urbane o danni alle coltivazioni.

Questo non elimina il ruolo ecologico della specie, ma rende importante una gestione fondata sulla conoscenza del suo comportamento.

Gli storni rappresentano soltanto uno dei numerosi esempi di interazione tra uccelli, vegetazione e ambiente. Un altro caso interessante riguarda la ghiandaia, che nascondendo le ghiande contribuisce alla crescita e alla diffusione dei boschi.

Osservare questi comportamenti aiuta a comprendere come le attività quotidiane degli animali possano influenzare il funzionamento degli ecosistemi.

Conclusione

La murmurazione degli storni è uno degli esempi più suggestivi di coordinazione collettiva presenti in natura.

Migliaia di uccelli riescono a muoversi come una singola struttura senza affidarsi a un capo permanente. Il loro comportamento emerge dalle continue interazioni con gli individui vicini.

Le ricerche condotte a Roma hanno contribuito a chiarire alcuni dei meccanismi alla base di questa coordinazione, mentre gli studi sui predatori hanno evidenziato l’importanza della sicurezza collettiva.

Osservare una murmurazione significa assistere a un fenomeno in cui biologia, fisica e comportamento animale si incontrano. Le grandi nuvole che attraversano il cielo non sono una coreografia preparata, ma il risultato spontaneo di migliaia di decisioni individuali.

2 suggerimenti di link interni

  1. La ghiandaia: come l’uccello che nasconde ghiande aiuta a far crescere i boschi — da inserire nella sezione dedicata all’importanza ecologica degli uccelli.
  2. Un futuro articolo dedicato agli uccelli migratori che arrivano in Italia durante l’inverno, da collegare alla sezione sui periodi di osservazione. URL da definire dopo la pubblicazione.

3 fonti esterne autorevoli dofollow

1. PubMed / PNAS — Studio di Ballerini e colleghi (2008). Ricerca sulle interazioni topologiche tra storni, basata sul lavoro scientifico condotto a Roma.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18227508

2. CNR — Istituto dei Sistemi Complessi. Documentazione sulle osservazioni degli stormi a Roma e sui metodi utilizzati per ricostruirne i movimenti tridimensionali.

3. PLOS ONE — Goodenough e colleghi (2017). Studio sul comportamento delle murmurazioni e sulla relazione con la presenza di predatori.

https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0179277

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