I ragni sognano? La scoperta sul sonno dei ragni che somiglia al nostro
Dormono davvero oppure rimangono semplicemente immobili? E, soprattutto, i ragni potrebbero sognare? Una nuova ricerca scientifica riaccende la curiosità su questi piccoli animali, mostrando che il loro riposo potrebbe essere molto più complesso di quanto abbiamo sempre immaginato.
Lo studio dei ragni sonno REM sta infatti rivelando sorprendenti somiglianze con alcune caratteristiche del sonno umano. Movimenti degli occhi, piccoli spasmi muscolari e fasi di riposo differenti suggeriscono che persino un animale dotato di un sistema nervoso così diverso dal nostro possa attraversare stati di sonno organizzati.
La scoperta, pubblicata nell’ottobre 2026, non dimostra che i ragni sognino come noi. Tuttavia, offre nuovi indizi su una delle attività biologiche più misteriose e diffuse nel mondo animale: il sonno. University of Bonn+1
Indice dei contenuti
- La scoperta scientifica che cambia la nostra idea dei ragni
- Ragni sonno REM: che cosa hanno osservato i ricercatori
- I ragni sognano davvero?
- Come si studia il sonno negli animali
- Il sonno degli insetti e degli altri invertebrati
- I ragni più comuni in Italia
- Cinque falsi miti sui ragni
- Perché questa scoperta è importante per le neuroscienze
- Come osservare i ragni senza disturbarli
- Conclusione
La scoperta scientifica che cambia la nostra idea dei ragni
Per molto tempo, quando si parlava di sonno, l’attenzione degli scienziati si concentrava soprattutto sui mammiferi e sugli uccelli. Questi animali possiedono sistemi nervosi complessi e mostrano fasi di sonno che possono essere studiate attraverso l’attività cerebrale.
Negli ultimi anni, però, i ricercatori hanno iniziato a esplorare il riposo di organismi molto differenti: insetti, molluschi e altri invertebrati. I risultati stanno suggerendo che alcuni meccanismi fondamentali del sonno possano essere più antichi e diffusi di quanto si pensasse.
Il 27 ottobre 2026, l’Università di Bonn ha presentato i risultati di una ricerca internazionale sul ragno saltatore Portia fimbriata. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), ha individuato evidenze comportamentali di due fasi distinte di sonno.
Una di queste presenta caratteristiche simili alla fase REM umana, mentre l’altra mostra un comportamento di riposo differente. È un risultato importante perché rafforza l’idea che anche i ragni possano avere un sonno regolato e articolato in stati diversi. University of Bonn+1
Un piccolo ragno dalle capacità sorprendenti
Fringed Jumping Spider (Portia fimbriata) · iNaturalist
Portia fimbriata è un ragno saltatore presente in Australia e in altre aree dell’Asia e dell’Oceania. Appartiene alla famiglia dei Salticidae, conosciuta per l’eccellente capacità visiva e per le elaborate strategie di caccia.
A differenza dei ragni che aspettano passivamente una preda nella propria tela, molte specie saltatrici esplorano attivamente l’ambiente. Portia, in particolare, può cacciare altri ragni e utilizzare strategie differenti a seconda della situazione.
Alcuni individui imitano le vibrazioni prodotte da una preda intrappolata per attirare il proprietario della ragnatela. Questi comportamenti rendono il genere particolarmente interessante per studiare apprendimento, percezione e capacità di adattamento.
Comprendere come riposano animali così specializzati potrebbe aiutare a chiarire il rapporto tra sonno ed elaborazione delle informazioni.
Ragni sonno REM: che cosa hanno osservato i ricercatori
La fase REM, dall’inglese Rapid Eye Movement, è uno degli stati del sonno umano. Durante questa fase, gli occhi compiono movimenti rapidi, mentre l’attività cerebrale presenta caratteristiche particolari.
Negli esseri umani, il sonno REM è spesso associato a sogni intensi, anche se i sogni possono comparire durante altre fasi del sonno. La presenza di movimenti oculari, quindi, non equivale automaticamente alla prova di un’esperienza onirica.
Proprio questa distinzione è fondamentale quando si parla di ragni sonno REM: i ricercatori cercano somiglianze osservabili, senza presumere che l’esperienza interiore degli animali sia identica alla nostra.
Due fasi differenti durante il riposo
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno osservato il comportamento di Portia fimbriata durante diversi cicli diurni e notturni, utilizzando registrazioni dettagliate e verifiche sperimentali.
Le osservazioni hanno permesso di distinguere due stati di sonno. In uno sono stati registrati movimenti oculari e piccoli spasmi muscolari, caratteristiche che ricordano alcuni aspetti del sonno REM dei vertebrati.
Gli esperimenti hanno inoltre valutato la risposta degli animali agli stimoli e il recupero del riposo dopo una sua interruzione. Questi elementi sono particolarmente importanti per distinguere il sonno autentico dalla semplice inattività.
I risultati costituiscono una delle dimostrazioni comportamentali più complete del sonno regolato nei ragni. Rimane però da chiarire quali processi nervosi accompagnino le differenti fasi. idw-online.de+1
Una ricerca iniziata prima del 2026
La nuova scoperta si inserisce in un percorso scientifico già avviato nel 2022, quando un altro studio aveva individuato comportamenti simili al sonno REM nel ragno saltatore Evarcha arcuata.
In quell’occasione, i ricercatori avevano osservato movimenti delle strutture retiniche e contrazioni delle zampe durante il riposo notturno. Le osservazioni suggerivano la possibile esistenza di uno stato REM-like, ma non erano ancora sufficienti a caratterizzare completamente il sonno regolato di questi animali.
Lo studio del 2026 rappresenta un avanzamento perché aggiunge prove sperimentali sullo stato di sonno, anziché basarsi soltanto sulla somiglianza dei movimenti osservati.
Per approfondire la ricerca originale, è possibile consultare la pubblicazione scientifica su PNAS dedicata alle due fasi del sonno nei ragni. PubMed+1

I ragni sognano davvero?
È la domanda più affascinante, ma anche quella alla quale oggi è più difficile rispondere.
Quando una persona racconta un sogno, possiamo confrontare la sua esperienza con ciò che accade nel cervello durante il sonno. Con gli animali, invece, non abbiamo accesso diretto a un racconto soggettivo.
Possiamo osservare movimenti, reazioni agli stimoli e attività nervosa, quando misurabile. Tuttavia, questi segnali non permettono sempre di stabilire se l’animale stia vivendo immagini mentali o esperienze paragonabili ai sogni umani.
Il significato dei movimenti oculari
Nei ragni saltatori, gli occhi possiedono particolari strutture interne che consentono di orientare lo sguardo. Questo rende possibile osservare movimenti delle strutture retiniche anche quando l’animale appare immobile.
Durante alcune fasi di riposo, tali movimenti possono ricordare ciò che accade agli occhi umani durante il sonno REM. È una somiglianza interessante, ma non necessariamente significa che le due condizioni abbiano la stessa funzione.
I ragni potrebbero attraversare processi nervosi legati alla memoria, alla percezione oppure ad altre attività ancora sconosciute. Sono possibilità scientifiche da verificare, non risultati già dimostrati.
Potrebbero rivivere le esperienze della giornata?
Immaginare un ragno che, mentre dorme, ripercorre un salto o una caccia è suggestivo. Per ora, però, nessuno studio ha dimostrato che questi animali rivivano eventi attraverso veri e propri sogni.
La ricerca sui ragni sonno REM permette di formulare domande nuove, ma richiede prudenza nell’interpretazione. Somiglianze comportamentali non garantiscono esperienze coscienti equivalenti.
La conclusione più corretta è che alcuni ragni sembrano attraversare fasi di sonno organizzate, una delle quali presenta caratteristiche REM-like. Che cosa sperimentino durante queste fasi rimane sconosciuto.
Come si studia il sonno negli animali
Osservare un animale immobile non basta per affermare che stia dormendo. Potrebbe semplicemente riposare, nascondersi o attendere il momento migliore per muoversi.
Per questo, gli studiosi utilizzano criteri comportamentali e fisiologici che permettono di distinguere il sonno dagli altri stati di inattività.
I principali segnali del sonno
Un primo indizio è la presenza di una posizione di riposo caratteristica, accompagnata da una riduzione dell’attività. Un secondo elemento è la minore reattività agli stimoli esterni.
Se un animale risponde più lentamente durante il riposo, ma torna rapidamente attivo quando viene svegliato, questo comportamento può suggerire uno stato di sonno.
Un criterio particolarmente importante è il cosiddetto recupero del sonno. Quando un animale viene privato del riposo necessario, può manifestare successivamente una maggiore necessità di dormire.
Questo fenomeno indica che il sonno non è soltanto una pausa casuale, ma un processo regolato dall’organismo.
Perché studiare gli invertebrati è difficile
Nei mammiferi, l’attività elettrica cerebrale permette di distinguere differenti fasi del sonno. Negli invertebrati, invece, i sistemi nervosi hanno organizzazioni molto diverse e non sempre possono essere studiati con le stesse tecniche.
Per questa ragione, le osservazioni comportamentali sono essenziali. Anche quando vengono individuati stati simili al sonno REM, occorrono ulteriori studi per comprenderne i meccanismi fisiologici.
La nuova ricerca sui ragni dimostra quanto sia importante adattare i metodi scientifici alle caratteristiche dell’animale studiato.
Il sonno degli insetti e degli altri invertebrati
I ragni non sono gli unici piccoli animali ad aver attirato l’attenzione degli studiosi del sonno. Negli ultimi decenni sono state raccolte prove significative di comportamenti simili al sonno in numerosi invertebrati.
I moscerini della frutta, per esempio, sono diventati organismi importanti per comprendere alcuni meccanismi genetici e nervosi che regolano il riposo.
Questi insetti presentano periodi di inattività, una ridotta risposta agli stimoli e una compensazione dopo la privazione del sonno. Le ricerche hanno permesso di identificare circuiti nervosi coinvolti nel controllo dei ritmi di attività e riposo. Annual Reviews+1
Api, moscerini e altri piccoli animali
Anche nelle api sono stati descritti comportamenti compatibili con il sonno. Per animali che devono orientarsi, comunicare e svolgere attività complesse, il riposo rappresenta un aspetto importante della fisiologia.
Le ricerche sugli insetti mostrano che un sistema nervoso molto più piccolo di quello umano può comunque regolare alternanze tra attività e riposo.
Questo non significa che tutti gli insetti dormano nello stesso modo o attraversino necessariamente una fase REM.
Il caso sorprendente dei cefalopodi
Polpi e seppie offrono un ulteriore esempio di quanto il sonno possa essere diversificato. In questi molluschi sono stati documentati stati di riposo con caratteristiche differenti, talvolta accompagnati da movimenti e cambiamenti nella colorazione del corpo.
Anche in questo caso, gli studiosi distinguono attentamente ciò che viene osservato dalle ipotesi sulle eventuali esperienze soggettive.
Il confronto con i cefalopodi rende ancora più interessante lo studio dei ragni sonno REM. Animali molto lontani tra loro dal punto di vista evolutivo potrebbero aver sviluppato alcune caratteristiche del sonno sorprendentemente simili.
I ragni più comuni in Italia: piccoli vicini spesso innocui
Araneus diadematus european garden spider close up macro insect
File:Große Zitterspinne Pholcus phalangioides 8282.jpg – Wikimedia Commons
4
In Italia vivono numerose specie di ragni, presenti nei giardini, nei boschi, nei campi e talvolta nelle abitazioni.
Nonostante la loro reputazione, la grande maggioranza non rappresenta un pericolo significativo per le persone. I ragni sono soprattutto predatori di piccoli invertebrati e contribuiscono al funzionamento degli ecosistemi.
Ragni saltatori
I Salticidae comprendono numerose specie italiane, tra cui Salticus scenicus, facilmente riconoscibile per le caratteristiche strisce chiare e scure.
Questi piccoli ragni cacciano utilizzando soprattutto la vista e possono compiere salti precisi. Non costruiscono le classiche ragnatele destinate a intrappolare gli insetti.
La loro curiosa abitudine di orientarsi verso ciò che li circonda li rende particolarmente interessanti da osservare, sempre senza manipolarli.
Ragno crociato
Araneus diadematus è uno dei ragni più conosciuti nei giardini europei. Costruisce grandi tele circolari tra rami, siepi e altre strutture vegetali.
Il disegno chiaro sull’addome ricorda spesso una croce. Questo ragno cattura diversi insetti e normalmente evita il contatto con gli esseri umani.
Ragni dalle zampe lunghe
Pholcus phalangioides è frequente negli ambienti interni, soprattutto negli angoli tranquilli di cantine, garage e abitazioni.
Possiede zampe molto sottili e un corpo relativamente piccolo. Le sue ragnatele irregolari servono a catturare altri piccoli artropodi.
Zoropsis spinimana
Un altro ragno che può comparire nelle case italiane è Zoropsis spinimana, riconoscibile per il corpo robusto e il disegno caratteristico.
L’aspetto può intimorire, ma non è considerato tra le principali specie italiane di rilevanza medica. Come altri ragni, può mordere se viene schiacciato o manipolato.
Le specie che richiedono maggiore attenzione
Tra i ragni italiani di maggiore interesse sanitario figurano il ragno violino (Loxosceles rufescens) e la malmignatta (Latrodectus tredecimguttatus).
I loro morsi possono avere conseguenze anche serie, sebbene gli incontri non comportino automaticamente un’emergenza. Non è quindi corretto considerare tutti i ragni pericolosi, ma nemmeno ignorare le specie che richiedono precauzioni.
Il MUSE – Museo delle Scienze di Trento distingue chiaramente la maggioranza delle specie prive di significativa rilevanza medica da quelle che possono richiedere assistenza sanitaria. Museo delle Scienze di Trento+1
Cinque falsi miti sui ragni
1. Tutti i ragni sono pericolosi
Falso. La maggior parte delle specie italiane non costituisce un rischio importante per l’uomo.
Molti ragni possiedono veleno per immobilizzare le prede, ma questo non significa che il loro morso sia necessariamente pericoloso per le persone.
2. I ragni cercano di attaccare le persone
Generalmente falso. L’essere umano non rappresenta una preda per questi animali, che tendono piuttosto a nascondersi o fuggire.
Un morso può verificarsi soprattutto quando un ragno viene accidentalmente schiacciato o si sente minacciato.
3. I ragni non dormono mai
La ricerca scientifica contraddice questa convinzione. Almeno alcune specie mostrano un sonno regolato, con caratteristiche comportamentali riconoscibili.
Gli studi sui ragni sonno REM suggeriscono inoltre che il riposo possa comprendere stati differenti.
4. Tutti i ragni costruiscono ragnatele per cacciare
Non è vero. Alcune specie costruiscono complesse tele di cattura, mentre altre inseguono o sorprendono direttamente le proprie prede.
I ragni saltatori, per esempio, utilizzano la vista e movimenti rapidi per individuare e raggiungere gli insetti.
5. Se un ragno non si muove, significa che è morto
L’immobilità può avere numerose spiegazioni, tra cui il riposo, il comportamento difensivo e l’attesa di una preda.
Non è quindi possibile valutare lo stato di un ragno osservando soltanto un breve periodo di inattività.
Come accade per altri animali spesso circondati da credenze inesatte, conoscere meglio la loro biologia può aiutare a superare paure ingiustificate. Un esempio simile si trova nell’articolo sui miti sui pipistrelli e sulla loro utilità, dedicato a un altro gruppo di animali frequentemente fraintesi.
Perché questa scoperta è importante per le neuroscienze
La ricerca sui ragni sonno REM non riguarda soltanto una curiosità del mondo animale. Potrebbe contribuire a rispondere a domande fondamentali sul funzionamento del sistema nervoso.
Perché gli animali hanno bisogno di dormire? Quali funzioni del sonno sono condivise da specie molto differenti? E quanto lontano dobbiamo risalire nella storia evolutiva per trovare le origini dei diversi stati di riposo?
Studiare organismi con sistemi nervosi relativamente piccoli permette di affrontare queste domande da una prospettiva diversa.
Il sonno potrebbe avere origini molto antiche
Mammiferi e ragni seguono percorsi evolutivi separati da centinaia di milioni di anni. La presenza di caratteristiche del sonno apparentemente simili potrebbe indicare meccanismi molto antichi oppure adattamenti sviluppati indipendentemente.
Distinguere queste possibilità sarà uno degli obiettivi delle ricerche future.
Un altro aspetto riguarda il rapporto tra sonno e memoria. Negli esseri umani e in altri animali, il riposo partecipa a diversi processi di elaborazione delle informazioni.
Nei ragni, tuttavia, non è ancora stato dimostrato che le fasi REM-like svolgano esattamente le stesse funzioni.
Nuove domande sul cervello animale
I ricercatori intendono approfondire ciò che accade durante il sonno di questi piccoli predatori e verificare se caratteristiche analoghe siano presenti in altre specie.
Un ulteriore tema riguarda l’influenza dell’ambiente, compresa l’illuminazione artificiale notturna, sui ritmi biologici degli invertebrati.
Comprendere questi fenomeni potrebbe arricchire la neurobiologia comparata e contribuire a identificare alcuni principi fondamentali del sonno. idw-online.de+1
Come osservare i ragni senza disturbarli
Per apprezzare il comportamento dei ragni non servono strumenti complessi. Un giardino, un balcone o un angolo tranquillo possono offrire occasioni interessanti per osservarli.
L’importante è mantenere una distanza rispettosa, evitando di toccare le ragnatele, catturare gli animali o provocare artificialmente le loro reazioni.
Una piccola lente può essere utile per distinguere alcuni dettagli del corpo, purché non venga utilizzata per concentrare la luce solare sull’animale.
È preferibile evitare anche luci intense dirette, soprattutto durante il riposo notturno.
L’osservazione domestica, inoltre, non permette di diagnosticare una fase REM-like. Per farlo servono criteri sperimentali e analisi che vadano oltre la semplice immobilità.
Conclusione: i ragni potrebbero sognare, ma il mistero rimane
La nuova ricerca sul sonno dei ragni cambia il modo in cui possiamo osservare questi piccoli abitanti della natura.
Le prove raccolte suggeriscono che almeno alcune specie attraversino un sonno autentico, regolato e articolato in fasi differenti. Una di queste presenta movimenti che ricordano il sonno REM umano.
Questo non dimostra che i ragni sognino, ma apre prospettive scientifiche affascinanti.
Forse, il risultato più importante è proprio questo: anche creature lontanissime da noi possono condividere caratteristiche biologiche che credevamo appartenessero soprattutto agli animali più complessi.
E mentre i ricercatori continuano a indagare, un piccolo ragno immobile sotto una foglia potrebbe nascondere un mistero molto più grande di quanto il suo aspetto lasci immaginare.
2 Internal Link Suggestions
1. Miti sui pipistrelli: cosa è vero, cosa è falso e perché sono utili
Anchor text: miti sui pipistrelli e sulla loro utilità
Inserimento: nella sezione dedicata ai falsi miti sugli animali. Link già presente nell’articolo.
2. Il ghiro: ibernazione, abitudini e come vive nei boschi italiani
Anchor text: come funziona il letargo del ghiro
Inserimento suggerito: nella sezione sullo studio del sonno, per approfondire le differenze tra sonno quotidiano e ibernazione.
3 Authoritative Dofollow Sources
1. PNAS — Ricerca scientifica originale (2026)
Behavioral evidence for two-stage sleep in spidersStudio pubblicato su PNAS
Fonte primaria sulla presenza di due fasi di sonno in Portia fimbriata.
2. Università di Bonn — 27 ottobre 2026
How deeply do spiders sleep?Comunicazione ufficiale dell’Università di Bonn
Spiegazione dei risultati, del significato scientifico e delle prospettive di ricerca.
3. PNAS — Studio precedente (2022)
Regularly occurring bouts of retinal movements suggest an REM sleep-like state in jumping spidersStudio scientifico del 2022